Ci spingiamo nuovamente nell’entroterra in direzione di Cetinije, ex capitale del Montenegro, percorrendo strade dell’entroterra davvero spettacolari..
E’ in questi momenti che mi pento sempre di non essere in moto!
Una volta arrivati sul posto ci rendiamo conto che sono davvero be pochi i turisti. Le strade sono quasi deserte.
Ok abbiamo capito che il 90% delle persone viene nel Montenegro per stare sulla costa.
Il lato positivo è stata la facilità nel trovare parcheggio!
Una volta abbandonata la nostra Up, grazie alla guida di Lonely Planet, ci siamo dedicati alla visita della città. Raggiungere i punti di interesse non è difficile, primo perché si trovano quasi tutti lungo la via principale, ovvero Via Njegoseva, e secondo perché la guida che avevamo con noi e che vi riporto sotto, è fornita di mappe per ogni zona del Montenegro con tanto di dettagli dei punti di interesse delle varie città.
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Cetinje detta anche Cettigne, fu fondata nel 1482 e si trova ai piedi del monte Lovcen. Venne descritta da una principessa inglese come: ”Una splendida valle dell’Eden”; forse una volta!!
Nonostante la sua importanza come capitale, questa città non ha mai avuto bisogno di fortificazioni costruite dall’uomo, perché ci ha pensato la natura con le sue colline rocciose! Cettigne si guadagnò anche la nomina di capitale più piccola del mondo! Oggi ufficialmente la nuova capitale del Montenegro è Podgorica, ma ufficiosamente il suo popolo non riesce a rinunciare a considerare ancora Cetinje la sua capitale.
Qui fu fondata, nel 1494, una tipografia dove fu stampato l’ “Oktoih prvoglasnik”, il primo libro in cirillico dei Balcani e della Slovenia meridionale.
Ma non solo! Sei un’ amante della bicicletta?
Perfetto, non perderti il circuito ciclistico ad anello di Cetinje! Da questa città parte un percorso per mountain bike di 53km di cui i primi 20km ti porteranno, con un dislivello di 890m, fino al Mausoleo di Njegos, per poi proseguire per lo più in discesa fino a Kotor e infine prendere la via del ritorno!
Se invece sei un amanti delle armi, questa città possiede le collezioni di armi più belle e meglio conservate dei Balcani e rappresentano i massimi livelli raggiunti da quest’arte.
Ma entriamo un pò più nel dettaglio su cosa vedere a Cetinje!
Come già detto via Njegoseva è la via principale, in parte pedonale, dove lungo i lati della via si trovano quasi tutti i punti di interesse oltre a bar e ristoranti!






Palazzo Azzurro (Plavi Dvorac) 1895. Costruito per il principe Danilo, oggi è la residenza del presidente del Montenegro. Una struttura davvero molto bella e ben curata di un colore azzurro puffo ed un praticello praticamente perfetto!
Lega di Cetinje. Hanno iniziato a formarsi subito dopo il riconoscimento dell’indipendenza del Montenegro nel 1878. Numerose case sono state affittate o sono stati costruiti nuovi edifici con progetti speciali successivamente adibite ad Ambasciate. Così anche oggi a Cetinje si possono vedere strutture ben conservate dell’ambasciata austro-ungarica, russa, francese, italiana, turca, inglese ma anche italiana e francese costruite nel 1919. Quest’ultima in particolare è una struttura in stile liberty tutta ricoperta di piastrelline smaltate! L’edificio di quella inglese è invece più semplice, in stile georgiano, costruita durante i primi anni del ‘900, dal progetto dell’architetto Harti. L’ambasciata è circondata dal un giardino con campo da tennis. Oggi questo luogo è la sede dell’Accademia di musica.
Biblioteca Nazionale Centrale “DJURADJ CRNOJEVIC”. Si trova negli edifici delle ex Ambasciate di Francia e Italia. Fondata nel 1838 come biblioteca di Njegos e dal 1896 raccoglie i libri in tutte le lingue che trattano il Montenegro e i libri del popolo slavo. Tuttavia, il patrimonio dell’ex biblioteca è stato danneggiato durante la prima guerra mondiale. Il rinnovamento della struttura iniziò nel marzo 1946 e da allora è chiamato “Djuradj Crnojevic”. Se ti ricordi, prima ho parlato della prima tipografia nata nel Montenegro, ecco il suo fondatore è stato prorio Djuradj Crnojevic a cui viene data l’identità del “duca di Zeta”. Si parla oggi di un patrimonio pari a 1.500.000 libri, oltre a volumi di pubblicazioni periodiche, mappe geografiche, fogli di musica e materiale di biblioteca non convenzionale. La biblioteca “Djuradj Crnojevic” ha anche un’attività editoriale sviluppata in cui spiccano soprattutto pubblicazioni rare e uniche.
Monastero di Cetinje. Risalente alla fine del 1400 e più volte distrutto e ricostruito. Dell’originale oggi rimangono solo dei capitelli! L’ultimo profondo rinnovamento del monastero, durato 2 anni, avvenne nel periodo dal 1925 al 1927. Il monastero di Cetinje rappresenta la sede spirituale e politica del popolo montenegrino. Il monastero serbo ortodosso è ancora attivo e quindi visitabile solo in parte, con un abbigliamento adeguato e pagando una cifra simbolica di pochi euro. All’interno della cappella sono custoditi i tesori più preziosi di questo luogo tra cui quella che dovrebbe essere un frammento della Santa Croce e la mano destra mummificata di San Giovanni Battista. Le reliquie sono sopravvissute a guerre e rivoluzione, tra imperatori bizantini, sultani ottomani, Cavalieri di Malta, Zar russi e sovrani serbi. Oggi è custodita in uno scrigno d’oro tempestato di pietre preziose vicino alla finestra della cappella, avvolta in un tessuto pregiato con un’icona del santo ai suoi piedi. Il cofanetto viene aperto per la venerazione soltanto in occasioni di particolare solennità. Questo luogo da anni è il simbolo della spiritualità montenegrina, del pensiero libero e dell’educazione.
Biljarda o Biliardo Njegos. Ex residenza principesca che prende il nome proprio dal tavolo da biliardo perché qui fu creata un’apposita sala dove venne portato il primo tavolo da biliardo nel Montenegro. La costruzione di questo edifico fu finanziato dalla Russia, con la quale il Montenegro aveva anche rapporti diplomatici e militari molto importanti. All’inizio era chiamata “la casa nuova”, ma subito dopo l’arrivo del tavolo da biliardo a Cetinje, fu cambiato il suo nome. Il suo aspetto si adatta al concetto architettonico del castello medievale e si compone di 25 stanze, alcune delle quali vennero usate: dal Senato, guardie del principe montenegrino ed altri organi statali, nonché per la permanenza degli ospiti di un certo livello. Col tempo questo luogo ha subito dei cambiamenti; per esempio due delle quattro torri furono eliminate con lo scopo di ampliare le vedute sul monastero.
Il castello di re Nikola. Chiamato anche Palazzo di re Nikola, vide l’inizio della sua costruzione nel 1863 e la fine nel 1867. Originariamente si trattava di una costruzione semplice dalla base rettangolare, poi amplificato nel 1871 con la costruzione di altre due ali e l’ultima modifica neoclassica nel 1910. I suoi interni sono organizzati in base alla vita sia residenziale che familiare. Prevale il gusto dell’arte contemporanea, con pavimenti in stile mosaico, pareti tappezzate di carta da parati di seta e soffitti decorati con un lussuoso intonaco. Dal 1926, al suo interno, si trova il museo statale del Montenegro. Fondato in realtà nel 1890 ma saccheggiato durante l’occupazione austro-ungarica ed inaugurato nel 1926, dopo la ristrutturazione nel castello del re Nikola.
Le aree che oggi occupa, un tempo, servivano per la permanenza del re e della sua famiglia e tutt’oggi contengono elementi autentici tra mobili ed altri oggetti, utilizzati nella quotidianità della famiglia reale.






La casa del governo: L’edificio monumentale della casa del governo, meglio conosciuto come l’edificio del parlamento montenegrino, dopo la prima guerra mondiale fu chiamato “La casa della libertà”. Realizzato nel 1919, in questo periodo era l’edificio più grande dell’ex Montenegro. Al suo interno trovano luogo anche il museo artistico del Montenegro ed il museo storico del Montenegro. La casa del governo negli ultimi tempi è spesso visitata dai turisti, soprattutto perché attratti dall’icona della Santa Madre di Dio di Philermosa che appartiene alle icone miracolose con grande significato artistico e culturale. E’ un opera religiosa che spicca per la sua sfarzosità. Si compone di una ricca superficie dorata con l’icona esposta in uno spazio chiamato Cappella Blu, a causa del particolare colore blu che illumina il suo sfondo. Sull’icona ci sono gioielli preziosi, diamanti, zaffiri e rubini. Il suo bordo è costituito da due linee di 270 diamanti, e nello spazio intermedio si possono vedere le tre foglie fatte di brillanti e rubini.
Chiesa di Vlachs. Questo edificio religioso ottenne il suo nome nel 1864, scavi archeologici hanno dimostrato che sotto la chiesa di oggi ci sono resti di una chiesa antica più piccola, che come si presume, è stata rovinata dalle battaglie e dal tempo e quindi ricostruita. Valicando il cancello si passa tra due lapidi di “stećak“, ovvero un tipo di antica lapide bosniaca e montenegrina, decorata con nozioni di rilievo che risalgono alla fine del XIV e agli inizi del XV secolo. Insomma sembrava di essere un pò in un film di vampiri.
Ma chi sono i Vlach? I vlach vivono in tutti i Balcani e in gran parte dell’Europa centrale e orientale. Formano una comunità che si crede siano i discendenti della popolazione romana che andò a rifugiarsi nelle aree più remote del paese quando gli slavi giunsero da nord. Questi formarono comunità di pastori seminomadi che si spostavano tra pascoli estivi e invernali. In alcune zone queste comunità conservano le proprie usanze e continuano a parlare una lingua derivata dal latino. Un segno della loro presenza è dato proprio da questa chiesa, originariamente fatta di paglia e fango. Ma la sua più grande particolarità è lo steccato che circonda l’edificio, realizzato con 1544 canne di fucile sottratte agli ottomani durante le guerre della fine del XIX secolo. Un luogo molto particolare che vi consiglio di raggiungere.
Nei dintorni di Cetinje puoi trovare:
Lovcen National Park
Njegusi: Per chi volesse completare la visita, può raggiungere Njegusi, la casa natale di Petar II Petrovic Njegos ed altri nobili della dinastia Petrovic. Questo luogo è famoso anche per la produzione di un formaggio locale di capra e del prosciutto affumicato. Inoltre qui a 900 metri sul livello del mare, vengono prodotti miele di alta qualità ed altri prodotti. Njegusi è un piccolo paesino di montagna che si compone di circa 50 case tradizionali in pietra, una casa di riposo e un ristorante chiamato: “Njeguska sijela“ dove assaggiare le tipicità!
Mausoleo del vescono Danilo su Orlov Krs. Danilo Petrovic, fondatore della dinastia Petrovic – Njegos. A lui è dedicato questo mausoleo costruito nel 1896 dall’idea e dal progetto della principessa Jelena, dall’architetto francese Frusee e dello scultore Votie. Consiste in un baldacchino retto da 4 pilastri sotto cui si trova un sarcofago di pietra. Sulla placca superiore nel bassorilievo sono rappresentati i simboli del governo spirituale e secolare del vescovo Danilo. Sul lato orientale, nel medaglione rotondo, è incisa con un rilievo in bronzo la testa del vescovo vista di profilo.
Grazie per aver letto questo articolo, spero ti sia stato di aiuto.
A presto,
Deb!
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