Giorno 16 e 17: Carrión de los Condes e Terradillos de los Templarios

Finalmente suona la sveglia, non vedevo l’ora finisse questa terribile notte in bianco.
Tra quelle vissute finora forse questa è stata la più terribile. Tra il continuo russare e il caldo insopportabile forse mi sono appisolata un’ora in totale.
Come tutte le mattine cercando di dare meno fastidio possibile prendo le mie cose e mi sposto in una stanza comune dove potermi sistemare.
Non è prevista la colazione quindi ci si arrangia con quello che si ha di scorta nello zaino, nel mio caso noci e una banana!
Mentre aspetto i miei compagni di avventura coccolo un pò il gatto dell’ostello!
Un bel gattone rosso senza coda che prende posto sulle mie gambe e che mi morde non appena faccio per toglierlo perché è ora di andare! Tesoro ti porterei con me…ma non credo di poterlo fare!

Ho paura a rimettere le scarpe ma è ora.
Durante la notte la crema cicatrizzante ha creato un sottile strato protettivo ma non appena faccio due passi sento questa “pellicola” lacerarsi; un male che non so descrivere. Ho sentito un “trac”, la pellicola che si lacerava, e dopo un attimo un calore avvolgeva le parti doloranti…
C’è poco da fare… cammino come riesco.
E così con passo lento e zoppicante mi avvio verso quella che possiamo definire la tratta più noiosa di tutto il cammino, molto probabilmente fossi stata in forma e con l’umore migliore non l’avrei vista così.
Anche se 19 km di strada dritta vicino alla statale, contro certi favolosi paesaggi visti finora, restano comunque deprimenti!
E’ in questi tratti che ci si trova a fare i conti con se stessi, sui motivi che ci hanno portati qui e ci fanno andare avanti; a prescindere dalle condizioni fisiche.

Nemmeno un bar aperto perché è domenica e se mi seguite dall’inizio avrete imparato che qui la domenica è?
Sacra, esatto!
Per fortuna ho dei biscotti per tamponare!

Arriviamo a Carrión de los Condes dopo circa 20km e siamo di nuovo sole io ed M.
Oggi ho dato tutto quello che potevo, date le condizioni dei piedi di entrambe decidiamo che è il caso di non andare oltre.
Arriviamo in questo luogo non prefissato, non abbiamo prenotazioni, non sappiamo nulla di dove siamo! Le nostre condizioni fisiche non ci permettono di gironzolare troppo alla ricerca di un posto dove dormire. Così M. decide che questa notte avremmo dormito in un B&B.
Apriamo Booking e cerchiamo una soluzione economica, ecco che troviamo l‘Hostal Santiago.
Finalmente dormiremo!
Anzi iniziamo già a riposare..ma dopo un bagno!
Tu forse che leggi non ci troverai nulla di meraviglioso ma in quel momento era come essere in una SPA!
Un letto senza nessuno attorno, ognuna medicandosi le proprie ferite, e poi la vasca da bagno!
Nel mentre N. ci comunica che oggi non sarebbe stato dei nostri perché avrebbe percorso 45 km. Lì per lì abbiamo pensato fosse un pazzo ma come ci insegna sempre la vita: mai dire mai!

Carrión de los Condes in passato è stato un centro importante tanto da arrivare ad avere ben 12 chiese all’interno delle sue mura difensive e non da meno erano i luoghi di accoglienza per i pellegrini. Qui si trova anche un convento dove si dice fu ospite San Francesco d’Assisi in pellegrinaggio verso Santiago. Ci sono diverse chiese con opere e storie interessanti e il Real Monastero di San Zoilo oggi trasformato in hotel.
Sopra al portone di ingresso della chiesa di Santa Maria del Camino si trovano quattro teste di toro scolpite che ricordano al liberazione dal “tributo delle Cento Donzelle”.
Leggenda narra che quando vi era la supremazia dei Mori, ogni anno obbligavano le popolazioni sottomesse ad un tributo di cento vergini. Il paese smise di pagare il tributo quando quattro tori allontanarono gli islamici arrivati a riscuotere il pagamento.
Un pò mi spiace non aver approfondito la visita di questo piccolo comune ma bisogna imparare a fermarsi.

Dopo circa due ore usciamo perché M. ha delle commissioni da fare e dobbiamo anche cercare un posto per cenare.
Raggiungiamo il negozio di articoli sportivi per l’acquisto di calze e scarpe nuove che permettano ad M. di andare avanti. Le previsioni per i giorni futuri non sono idilliache e bisogna prepararsi anche all’idea di incontrare la neve.
Ad un certo punto inizio a sentirmi poco bene, ho caldo e la mia vista si appanna.
Come una maleducata abbandono M. e la commessa senza dire nulla ed esco a prendere aria, mi siedo e sento che sto per svenire.
Il non dormire, il non mangiare decentemente e il dolore fisico mi hanno messa ko.
M. interviene con caramelle e Coca Cola! Mi riprendo e mi renderò conto pochi giorni dopo che forse questo sbalzo di pressione era dovuto all’arrivo del ciclo…perché sì, noi donzelle lungo il cammino dobbiamo fare i conti anche con questo!
Non si potrebbe mettere in pausa durante certe condizioni?! 😆

Dopo questo aperitivo alternativo è giunto il momento di pensare alla cena e correre dritte a letto.
Ci aggreghiamo a due nuovi amici brasiliani che però avevano voglia di pizza.
Avevo iniziato questo viaggio dicendo a me stessa che non avrei MAI mangiato la pizza lungo il Cammino.
Ma di nuovo la vita ci ricorda che non bisogna mai dire mai!
E così come in una bellissima barzelletta, due italiane e due brasiliani si ritrovano a mangiare una pizza in Spagna!
I due ragazzi felicissimi della loro scelta, io preferisco non esprimere la mia opinione! Possiamo dire che almeno andiamo a dormire con al pancia vuota!

E così termina questo breve tratto di circa 20 km.

La mattina successiva ci alziamo alle 6:00 un pò più riposate, colazione al bar, perché questa volta siamo già consapevoli che per i primi 17 km non incontreremo nulla, e poi dritte verso Terradillos de los Templarios, un piccolissimo paesino disperso nel nulla spagnolo! La giornata precedente è stato solo un antipasto della solitudine che ci aspettava oggi.
17 interminabili km in mezzo alla nebbia 😧 ma sempre meglio del sole cocente che caratterizza questi luoghi durante l’estate che insieme all’asfalto non oso immaginare, qui l’ombra non sanno nemmeno cosa sia!
Ricordate sempre la scorta di acqua e cibo anche se ho sentito che durante il periodo estivo ci sono dei foodtrack di supporto per i pellegrini.
La cosa bella di tutto questo è che qui avrete modo di percorrere ancora uno dei tratti originali del Cammino medievale… così era e così è rimasto!

La nota positiva è che sento i piedi migliorare, non potevo dire di essere tornata in forma ma sentivo che la crema stava facendo il suo lavoro permettendomi di passare dal sentire delle fitte lancinanti a un bruciore!

Una volta raggiunto un paesino incontriamo G. il nostro appuntamento quotidiano lungo il Cammino!
Non ricordo se vi ho già parlato di lui ma G. è un signore del Trentino in pensione che si sta godendo questo viaggio sia in bici che a piedi, sì esatto! Ogni giorno si sposta con il suo furgoncino e fa la tappa due volte, avanti e indietro, prima a piedi e poi in bici…così fino e Léon, per poi scendere in Algarve.
Bello andare in pensione ancora giovani e in salute neh!

Una volta ripresa la strada il terreno cambia diventando più pietroso e qui inizio ad incontrare delle difficoltà che un pò mi rallentano. Dopo un breve “descanso” in un grazioso bar di cui non ricordo il nome ma con tanti gattini, percorriamo gli ultimi 3km per arrivare alla meta finale di questa giornata.

Terradillos de los Templarios.
I templari si fanno ancora sentire!
L’ordine nato intorno al 1119 aveva lo scopo di proteggere i luoghi sacri e i pellegrini della Terra Santa, diffondendosi poi anche in Europa e diventando una vera e propria potenza.
Così come sono nati sono spariti intorno al 1312 quando papa Clemente V diede fine alla loro esistenza per sempre, cancellando il più possibile di quest’ordine. Gli archivi sono stati eliminati, creando un fascino maggiore nei loro confronti e anche tante leggende che hanno portato a dubitare della loro reale esistenza.

Arriviamo all‘Hostel Jacques De Molay dove troviamo tutti i comfort necessari ad un pellegrino così da non dover uscire dalla struttura fino a domani! Non c’è cosa migliore quando si è stanchi o doloranti. Quindi prendiamo posto, lasciamo i nostri vestiti ad una gentile kospitalera che si occuperà di fare lavadora y secadora (non dobbiamo pensare nemmeno di lavarci i panni che bello!), doccia, riposo e poi cena!
Come sempre il mio problema rimane il bagno 💩! Faccio le ronde per controllare quando è tutto libero ed approfittare della situazione 😆 M. inizia a “prendermi in giro” ogni volta che mi vede partire per il bagno quando mi accorgo che non c’è nessuno! 😅
In questo caso si tratta di bagni condivisi ma il problema doccia non si pone, sono abbastanza grandi da permettere di sistemarsi senza dove uscire.

Una volta lavate e sistemate le cose per il giorno dopo non ci resta che riposare in attesa dell’ora di cena, cena che faremo fatica a finire per la stanchezza! Un primo, secondo, dolce, caffè pane e bevande a scelta, direi che c’è tutto quello che serve per sfamare chiunque! Andiamo a letto praticamente subito in compagnia dei nostri nuovi amici brasiliani, una giapponese e non ricordo la nazionalità degli altri componenti della stanza!

C’è molta calma, questi compagni per la notte promettono bene!
A presto,
Deb!

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